25 Agosto 2007: ... Ancora passione?

 

... ANCORA PER PASSIONE?

 

Era la fine degli anni sessanta quando arrivarono nelle nostre piccole sale di provincia le prime pellicole di arti marziali, con trame scarne, con uomini che parevano volare e avere le molle ai piedi, con combattimenti interminabili e irreali ma che, facevano volare anche la fantasia di noi ragazzi di campagna.

Poi con i primi anni settanta arrivarono i film con Bruce Lee protagonista, un pò più realistici nella fattura e, come i monaci di Shaolin venivano consacrati marchiandosi la pelle, cosi anche noi ci trovammo segnati nello spirito e dentro di noi cresceva quella che poi per tutta la vita ci avrebbe accompagnato (allora inconsapevolmente) a percorrere un cammino faticoso ma ricco di soddisfazioni ...... era la passione per le arti marziali!

Io faccio parte di una generazione che ancora è stata cresciuta con dei valori e con la coscienza di ciò che è la vita e di ciò che in essa è contenuto, e credo che la passione ce l'hanno trasmessa i nostri avi e che la mettiamo in ogni attività che intraprendiamo, che sia di svago, sport o lavoro.

Abbiamo sempre cercato ,e ancora lo facciamo, di trasmettere quello che abbiamo appreso ,così come ci insegnano le tradizioni.

Come ho già avuto modo di dire in altre occasione, anche il kung fu è uno dei percorsi di crescita personale, e dopo anni e anni di pratica lo si capisce, si capisce come i movimenti del corpo siano il mezzo più semplice per arrivare allo spirito, alla propria coscienza, alla consapevolezza, e questo ci trasforma in persone forti e capaci di affrontare la vita.

Purtroppo, in generale, oggi assistiamo ad un peggioramento generale, dove non ci si vuole impegnare in nulla a meno che non sia di breve durata e che sia altamente remunerativo.

Negli ultimi anni, nelle arti marziali, come nel mondo del lavoro, ci siamo trovati sommersi di campioni, maestri, grandi professionisti, i titoli hanno perso il loro valore perchè inflazionati da una marea di improvvisatori che sognano o promettono facili guadagni e gloria, magari alle spalle di quei ragazzi che come noi iniziano ora a sognare.

Ma poi, di che ricchezze stiamo parlando?

Quanti si sono arricchiti con le nostre discipline?

Non che vada meglio per la maggior parte degli sport professionistici, e non ci aiutano  certo i messaggi mediatici.

Basti pensare alle Olimpiadi, siamo alla vigilia dell'anno olimpico di Pechino 2008 ed è sotto gli occhi di tutti quello che succede.

Le Olimpiadi erano nate come la massima espressione di confronto sportivo e di amicizia fra i popoli, dando la possibilità di dimostrare ai dilettanti le loro capacità e le capacità dell'uomo stesso di superare i propri limiti con la volontà di migliorarsi.

Ora cosa sono diventate ?

Una coperta oramai troppo corta, che tutti cercano di tirare dalla propria parte,lotte tra gli sponsors, lotte tra le tv, lotte tra i politici, esasperazione dei risultati a suon di prodotti che potenziano artificiosamente le prestazioni fisiche, etc…

E gli atleti, i dilettanti, gli uomini che sognano una medaglia per la gloria, in cosa si sono trasformati?

In robots, in macchine da soldi, gestiti ed illusi da un potere economico sempre più forte che li usa e getta a suo piacimento.

Io voglio sperare ancora che prima o poi si dia un freno a tutto ciò, voglio ancora credere che sia possibile fare pulizia e che la gente sia in grado di distinguere le figure affidabili dagli imbroglioni.

Così, come sognavo quegli uomini volanti, voglio ancora credere che riusciremo a far volare le nuove generazioni ma, dobbiamo cominciare da noi, dal nostro piccolo mondo,torniamo ad insegnare in modo tradizionale, facciamolo veramente, ritroviamo l'umiltà necessaria per trasmettere buoni messaggi e forse, un giorno qualcuno ce ne sarà grato e ci ricorderà per l'onore e non per i facili guadagni.

 

Massimo Ottolini