Kuoshu significa letteralmente “Arte
Nazionale” e comprende molte e diverse espressioni artistiche.
Tra le più importanti e conosciute si
possono menzionare:
le arti marziali (kung fu o wu shu –
tai chi chuan…), tecniche respiratorie, energetiche e terapeutiche (Qigong,
agopuntura, massaggi tradizionali curativi, erboristeria), diverse
forme musicali e danze marziali (Danza del leone, Danza del Dragone,
Danza dell’Unicorno).
Il kuoshu è intimamente legato allo
sport, alla cultura (fisica e mentale), alla filosofia e ad un
codice etico e morale che porta i suoi praticanti a rafforzare le
proprie qualità quali la volontà, la costanza, la disciplina,
l’umiltà, la potenza e lo spirito di sacrificio.
Il kuoshu ha una storia millenaria
che ha origine in Cina dove conta milioni di praticanti e, da molti
anni, si sta diffondendo in tutto il mondo grazie all’opera di
alcune organizzazioni internazionali e al lavoro di molti insegnanti
che si dedicano con passione affinchè la conoscenza del kuoshu possa
essere di beneficio a tutte le persone che lo praticano.
Anche in Italia esistono da diverso
tempo organizzazioni, palestre e club che raccolgono una grande
quantità di persone che praticano molte delle arti comprese nel
kuoshu, in particolare kung fu, Wu shu, Tai Chi Chang, Qigong e
massaggi curativi.
La parola kung fu viene utilizzata in
generale per indicare le arti marziali cinesi, tradotta
letteralmente significa qualcosa “fatto ad arte”.
Con questa espressione si indica
chiunque abbia sviluppato ad alto livello la conoscenza di qualsiasi
arte o stile.
Molti libri riportano la notizia che
il kung fu sia nato in India e successivamente diffuso in Cina,
questo perché la diffusione del kung fu avvenne per opera dei
monaci del Tempio di Shaolin fondato nel VI secolo da Bodhidharma (Tamò)
venuto dalla nativa India a predicare la religione buddista.
Per tale fatto si pensò che egli
fosse il primo Maestro e Capo Scuola. In realtà questo non era
esatto perché tra i suoi discepoli e seguaci, c’erano per l’appunto
già diversi praticano cinesi di arti marziali.
Poiché la religione Buddista era
contraria alla violenza, i Maestri monaci ingentilirono e raffinaro
le tecniche fino al punto di fare assomigliare i loro esercizi più
ad una ginnastica che ad una vera e propria arte marziale, allo
scopo di far capire solo agli intenditori che cosa celassero tutti i
movimenti delle diverse tecniche.
La pratica del kung fu è molto adatta
e diffusa anche tra il pubblico femminile proprio perché i movimenti
che nascondono le tecniche marziali e di combattimento sono molto
aggraziati e fluidi, per cui si apprende la difesa personale
mantenendo in forma il corpo e la mente nello stesso momento.
I Monaci vivevano di elemosina
girando di paese in paese e non di rado si imbattevano in briganti.
In questi casi la conoscenza delle discipline da combattimento
potevano salvare loro la vita.
Al tempo in cui l’Impero di Manciuria
governava la Cina, i praticanti di Shaolin partecipano ad un colpo
di stato per riportare al potere la dinastia dei Ming, il Re di
Manciuria fece distruggere il Tempio di Shaolin e tentò di eliminare
tutti i Monaci e i loro seguici, le Milizie di Manciuria alla
ricerca dei Mnaci dispersi, riuscirono con la corruzione di alcuni
di essi a fare insegnare ai propri militari il kung fu.
Fu in quel periodo che i Monaci di
Shaolin decisero di cambiare il loro stile per essere sempre
superiori ai loro antagonisti, nacquero così molti stili di kung fu
che vennero diffusi in tutta la Cina.